Domenica mattina. Destinazione Abbazia di San Pietro a Perugia per una visita guidata  di beneficenza organizzata da un gruppo di volontari in favore dell’associazione Famiglia d’Africa.

Una visita guidata insolita, visto che per l’occasione abbiamo accesso ad un luogo raramente aperto al pubblico: l’Osservatorio Sismico “Andrea Bina”.

In pochi, infatti, sanno che all’interno di questa abbazia benedettina millenaria venne fondato, nel 1931, uno degli osservatori sismici locali più antichi d’Italia.

Abbazia di San Pietro a Perugia

Ad accompagnarci  in questo breve tour un simpatico e coltissimo Padre Martino, direttore dell’Osservatorio Sismico dal 1971.

Dopo aver attraversato la biblioteca scientifica dove sono custoditi volumi e riviste di vari argomenti, dalla geofisica alla meteorologia, dall’indagine sismica alla geodinamica, raggiungiamo la sala strumenti.

Qui sono custoditi sismografi e sismoscopi di varie epoche, alcuni anche molto rari.

Primo Sismografo a Pendolo di Andrea Bina

Ed è qui che si trova il primo sismografo a pendolo della storia, ideato da Padre Andrea Bina nel 1751 in occasione degli eventi sismici che interessarono le zone di Gualdo Tadino e Nocera Umbra. Il funzionamento del macchinario è descritto nella pubblicazione “Ragionamento de’ Terremoti dell’anno 1751”.

Il Terremoto del Giappone 2004

Seguono poi il sismografo Agamennone e il sismografo elettromagnetico Galitzin grazie al quale, ci rivela Padre Martino, riuscirono a registrare il terribile terremoto e conseguente tsunami che colpì il Giappone nel 2004.

Foto di Riccardo Giommetti

 

Ma, più di tutti, a catturare la nostra attenzione è l’apparato di registrazione del sismografo Galitzin il quale, grazie ai due pennini metallici che scrivono su una carta chiamata “termosensibile”, ci descrive i movimenti della terra in tempo reale.

Sismografo Galitzin
Foto di Riccardo Giommetti

 

Padre Martino, però, ci tiene a farci notare la rappresentazione grafica posta al di sopra dello strumento.
È l’intensa attività sismica che colpì l’Umbria e le Marche nel 1997.

Il Terremoto di Umbria e Marche del 1997

E ci racconta di come, già qualche giorno prima che avvenissero le scosse più importanti, avesse avvertito la Prefettura di Perugia dell’anomala attività sismica che stava interessando la zona di Colfiorito, consigliando l’invio della Protezione Civile.

Ma precisa: “Non è possibile prevedere i terremoti! I terremoti non si possono prevedere, ma si possono studiare e analizzare.”
Grazie alle sue conoscenze ed esperienze, Padre Martino tiene lezioni in tutto il mondo, persino in Giappone!

Una vista panoramica
Foto di Riccardo Giommetti

 

L’Osservatorio è tutt’oggi attivo. Monitoraggio dell’attività sismica in Umbria, indagini geofisiche, microzonazioni sismiche, convegni e attività didattiche sono solo alcune delle attività che vi si svolgono.

Prima che la visita giunga al termine Padre Martino ci riporta in Abbazia e, proprio dietro l’altare vicino al coro, ci mostra una porticina in legno e ci avverte: Forse questo è uno dei quadri più belli di tutta Perugia…

La vista panoramica su tutta la vallata
Foto di Riccardo Giommetti

 

Davanti ai nostri occhi si apre così uno degli scorci più inaspettati e più affascinanti della nostra città: lo sguardo si perde su tutta la vallata sottostante.

In molti hanno voluto lasciare il segno del loro passaggio su questo piccolo terrazzino… anche un certo Giosuè Carducci! 🙂

La firma di Giosuè Carducci
Foto di Riccardo Giommetti

 

Un grazie particolare a Riccardo Giommetti per averci regalato questi bellissimi scatti!